{"id":1116,"date":"2015-11-23T11:28:52","date_gmt":"2015-11-23T10:28:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=1116"},"modified":"2015-11-23T11:32:42","modified_gmt":"2015-11-23T10:32:42","slug":"quadro-rw-lintegrativa-non-evita-la-sanzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=1116","title":{"rendered":"Quadro RW. L&#8217;integrativa non evita la sanzione"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00a0Fiscal Focus &#8211; A cura di Antonio Gigliotti<\/strong><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Sentenza della CTR Lombardia in tema di omessa dichiarazione d\u2019investimenti all\u2019estero<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sanzione prevista per l\u2019omessa compilazione del <strong>quadro \u201cRW\u201d<\/strong> \u00e8 applicabile anche nel caso in cui il contribuente abbia integrato la dichiarazione. \u00c8 quanto emerge dalla <strong>sentenza n. 3778\/67\/15 della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia (Sez. Staccata di Brescia)<\/strong> secondo cui, peraltro, il raddoppio dei termini per l\u2019accertamento previsto dal D.L. 78 del 2009 con riferimento agli investimenti in Paesi a fiscalit\u00e0 privilegiata ha carattere processuale ed \u00e8 pertanto suscettibile di applicazione retroattiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver ricevuto un questionario dell\u2019Ufficio, il contribuente ha presentato dichiarazione integrativa per l\u2019anno d\u2019imposta 2006 allo scopo di porre rimedio all\u2019omessa dichiarazione di investimenti all\u2019estero, stante la partecipazione in una societ\u00e0 elvetica. La presentazione dell\u2019integrativa con il riferimento al quadro <strong>RW<\/strong> non ha evitato la notifica di un atto di contestazione per violazione del D.L. 167\/90, con irrogazione della sanzione. Dal che la proposizione del ricorso davanti alla competente <strong>CTP<\/strong>, la quale ha annullato l\u2019atto di contestazione ritenendo, da un lato, che l\u2019Ufficio non potesse usufruire del raddoppio dei termini per l\u2019accertamento e, dall\u2019altro, che la presentazione della dichiarazione integrativa (ex art. 2, comma 8, D.P.R. 322\/98) aveva inciso sulla possibilit\u00e0 di applicare la sanzione per l\u2019omessa dichiarazione d\u2019investimenti all\u2019estero nonostante fosse gi\u00e0 stata intrapresa l\u2019attivit\u00e0 accertativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, la <strong>CTR<\/strong> ha preso le distanze dal ragionamento decisionale del Collegio di prime cure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo l\u2019amministrazione appellante, la <strong>CTP<\/strong> non ha considerato che il raddoppio dei termini per l\u2019accertamento, riferito agli investimenti in Paesi a fiscalit\u00e0 privilegiata, ha carattere \u201cprocessuale\u201d, con conseguente applicabilit\u00e0 della nuova normativa anche ad annualit\u00e0 precedenti per le quali non fossero ancora scaduti i termini di accertamento. In ogni caso, la presentazione della dichiarazione integrativa non \u00e8 circostanza capace di incidere sulla sanzione di cui all\u2019art. 5 del D.L. 167\/90; dunque il contribuente avrebbe dovuto ricorrere al ravvedimento operoso oppure alla definizione agevolata ex art. 16 D.Lgs. n. 472\/97.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I suddetti motivi d\u2019appello dell\u2019Agenzia delle Entrate hanno trovato ingresso presso i giudici bresciani. Questi, infatti, hanno sostenuto \u2018\u201d<em>l\u2019evidentissimo carattere processuale del raddoppio del termine per l\u2019accertamento\u201d<\/em> e, inoltre, che l\u2019integrazione della dichiarazione ha rilevanza ai fini della ridefinizione della materia imponibile \u201c<em>ma senza che ci\u00f2 ridondi sulla sanzione correlata alla mancata (tempestiva) dichiarazione<\/em>\u201d. Infine, la CTR esclude che la mancata compilazione del quadro RW costituisca violazione formale, \u201c<em>perch\u00e9 se \u00e8 vero che essi non danno luogo direttamente a materia imponibile, \u00e8 altrettanto vero che costituiscono un \u2018segnale di attenzione\u2019, a maggior ragione rilevante se si considera che evidenziano dati (\u2026) che per definizione non potrebbero essere desumibili, neppure aliunde o incidentalmente, dalla Amministrazione fiscale\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, nella specie l\u2019AdE ha ottenuto la riforma della sentenza di prime cure che aveva accolto il ricorso introduttivo del contribuente. Le spese del giudizio sono state compensate tra le parti.<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Autore:\u00a0<strong>redazione fiscal focus<\/strong><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Fiscal Focus &#8211; A cura di Antonio Gigliotti Sentenza della CTR Lombardia in tema di omessa dichiarazione d\u2019investimenti all\u2019estero La sanzione prevista per l\u2019omessa compilazione del quadro \u201cRW\u201d \u00e8 applicabile anche nel caso in cui il contribuente abbia integrato la dichiarazione. \u00c8 quanto emerge dalla sentenza n. 3778\/67\/15 della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia (Sez. &hellip; <a href=\"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=1116\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Quadro RW. 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