{"id":1169,"date":"2015-11-27T10:10:45","date_gmt":"2015-11-27T09:10:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=1169"},"modified":"2015-11-27T10:10:45","modified_gmt":"2015-11-27T09:10:45","slug":"beni-sequestrati-al-manager-che-sa-del-giro-di-fatture-false-emesse-a-monte-e-a-valle-dalla-cartiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=1169","title":{"rendered":"Beni sequestrati al manager che sa del giro di fatture false emesse a monte e a valle dalla cartiera"},"content":{"rendered":"<p><strong>Fiscal Focus &#8211; A cura di Antonio Gigliotti<\/strong><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Cassazione Penale, sentenza depositata il 26 novembre 2015<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">I beni personali (mobili e immobili) del legale rappresentante di societ\u00e0 sono passibili di sequestro preventivo, funzionale alla confisca, se risulta il suo coinvolgimento attivo nella frode carosello. \u00c8 quanto emerge dalla <strong>sentenza 26 novembre 2015, n. 46857, della Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ermellini hanno respinto il ricorso prodotto da un legale rappresentante di societ\u00e0 nei confronti del quale \u00e8 stata ipotizzata la fattispecie di reato di dichiarazione fraudolenta ex art. 2 D.Lgs. n. 74\/2000 con un\u2019evasione d\u2019IVA per oltre 2mln di euro; importo fino alla concorrenza del quale \u00e8 stato disposto il sequestro preventivo, ai fini di confisca, di beni immobili e mobili, polizze assicurative e somme depositate su conto corrente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La decisione impugnata, pronunciata dal Tribunale del riesame, \u00e8 sembrata alla Suprema Corte corretta giuridicamente, oltrech\u00e9 congruamente motivata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giudice di merito ha ricostruito la vicenda evidenziando come la guardia di finanza, con accertamenti e verifiche, avesse acquisito la documentazione e denunciato il ricorrente <strong>quale autore di una c.d. frode carosello<\/strong> che coinvolgeva almeno tre societ\u00e0, una della quali \u2013 che era situata in un altro Paese U.E. &#8211; emetteva come cartiera, \u201ca monte\u201d, fatture di acquisto e, \u201ca valle\u201d, fatture di vendita tra le aziende coinvolte nella transazione, svolgendo la funzione di \u201ccartiera\u201d e interponendosi tra gli effettivi soggetti della negoziazione, conseguendosi con tale meccanismo, il vantaggio patrimoniale di lucrare l\u2019importo relativo all\u2019IVA non versata e consentendo anche all\u2019effettivo destinatario della merce (cio\u00e8 la societ\u00e0 del ricorrente) di acquistarla a un prezzo ridotto. Il Tribunale ha quindi evidenziato, da un lato, i rapporti commerciali esistenti tra la societ\u00e0 del ricorrente e la \u201ccartiera\u201d e, dall\u2019altro, come alla fine dei vari passaggi e operazioni la societ\u00e0 del ricorrente lucrasse un risparmio di spesa di pi\u00f9 dell\u20198 per cento, non pagando peraltro l\u2019IVA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, la Suprema Corte, nell\u2019avallare il verdetto del giudice di merito, ha osservato, fra l\u2019altro, che la previsione del D.P.R. n. 633\/72 (articolo 21, comma 7) &#8211; secondo la quale, \u201c<em>se vengono emesse fatture per operazioni inesistenti, l\u2019imposta \u00e8 dovuta per l\u2019intero ammontare indicato o corrispondente alle indicazioni della fattura\u201d<\/em> &#8211; \u00e8 esplicita nel senso di imporre il versamento dell\u2019imposta, ma di precluderne la detrazione. La disposizione viene infatti letta nel senso che il tributo viene a essere considerato \u201cfuori conto\u201d e la relativa obbligazione, conseguentemente \u201cisolata\u201d dalla massa di operazioni effettuate, \u201cestraniata\u201d, per ci\u00f2 stesso, dal meccanismo di compensazione tra Iva \u201ca valle\u201d e Iva \u201ca monte\u201d, che presiede alla detrazione d\u2019imposta di cui al decreto 633 (articolo 19). E ci\u00f2 per il rilievo che il versamento dell\u2019Iva a un soggetto che non sia la genuina controparte, aprendo la strada a un indebito recupero dell\u2019imposta, \u00e8 evento dirompente, nell\u2019ambito del complessivo sistema Iva. Il diritto alla detrazione dell\u2019imposta non pu\u00f2 infatti prescindere dalla regolarit\u00e0 delle scritture contabili e in particolare dalla fattura che \u00e8 considerata documento idoneo a rappresentare un costo dell\u2019impresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella specie, poi, la Suprema Corte ha ritenuto <strong>escludibile qualsiasi inconsapevolezza<\/strong> da parte del ricorrente circa l\u2019esistenza del meccanismo fraudolento. Infatti \u00e8 stato possibile ricavare dal testo dei provvedimenti impugnati come il meccanismo criminoso fosse strutturato su pi\u00f9 livelli per cui la merce, prima di giungere definitivamente alla societ\u00e0 rappresentata dall\u2019indagato, <em>\u201c\u00e8 stata fatta oggetto di <strong>numerose operazioni di compravendita, solo cartolari<\/strong>, finalizzate esclusivamente alla creazione in capo alle simulate alienanti, assetti societari riconducibili al ricorrente, di un credito Iva non spettante, mai versato all\u2019erario e al quale va perci\u00f2 parametrato il profitto conseguito con l\u2019evasione\u201d. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al ricorrente non resta che pagare le spese del giudizio di legittimit\u00e0.<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Autore:\u00a0<strong>redazione fiscal focus<\/strong><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fiscal Focus &#8211; A cura di Antonio Gigliotti Cassazione Penale, sentenza depositata il 26 novembre 2015 I beni personali (mobili e immobili) del legale rappresentante di societ\u00e0 sono passibili di sequestro preventivo, funzionale alla confisca, se risulta il suo coinvolgimento attivo nella frode carosello. \u00c8 quanto emerge dalla sentenza 26 novembre 2015, n. 46857, della &hellip; <a href=\"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=1169\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Beni sequestrati al manager che sa del giro di fatture false emesse a monte e a valle dalla cartiera<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-1169","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sentenze-cassazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1169","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1169"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1169\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1170,"href":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1169\/revisions\/1170"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}