{"id":1179,"date":"2015-12-01T10:04:27","date_gmt":"2015-12-01T09:04:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=1179"},"modified":"2015-12-01T10:04:27","modified_gmt":"2015-12-01T09:04:27","slug":"con-la-pace-fiscale-piu-gettito-e-meno-contenzioso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=1179","title":{"rendered":"Con la pace fiscale, pi\u00f9 gettito e meno contenzioso"},"content":{"rendered":"<p><strong>Fiscal Focus &#8211; A cura di Antonio Gigliotti<\/strong><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">La semplificazione deve iniziare con il taglio delle liti e una vera sanatoria sulle cartelle di pagamento<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uffici e contribuenti devono evitare le liti inutili. Considerate le recenti novit\u00e0 introdotte in tema di contenzioso e riscossione, \u00e8 indispensabile un colpo di spugna sul passato. E\u2019 ora di fare pace e chiudere l\u2019enorme contenzioso pendente che negli ultimi mesi \u00e8 anche aumentato, a seguito della sentenza della Corte costituzionale 37 del 17 marzo 2015, che ha \u201cazzerato\u201d i dirigenti nominati senza concorso dall\u2019agenzia delle Entrate. Cos\u00ec, gli amanti delle liti e del formalismo si appellano alla illegittimit\u00e0 degli atti firmati dai funzionari incaricati, con conseguente richiesta di nullit\u00e0 delle iscrizioni a ruolo. In verit\u00e0, non \u00e8 cos\u00ec, anche perch\u00e9 nella stessa sentenza della Corte costituzionale si fa riferimento al principio univoco e consolidato della Cassazione, in base al quale, per la legittimit\u00e0 degli atti, \u00e8 sufficiente che gli stessi provengano e siano riferibili all\u2019ufficio che li ha emanati. Per la Cassazione, sezione tributaria civile, <strong><em>sentenza 22810\/15, udienza del 21 ottobre 2015, depositata il 9 novembre 2015<\/em><\/strong>, sono validi gli atti firmati dai dirigenti incaricati o da funzionari delegati. La nullit\u00e0 dell\u2019atto, in quanto sottoscritto da un dirigente incaricato, deve essere eccepita in sede di presentazione del ricorso alla commissione tributaria provinciale. Dopo la sentenza dei giudici di legittimit\u00e0, si sono per\u00f2 \u201csgonfiate\u201d notevolmente le aspettative dei contribuenti che hanno intrapreso la strada del contenzioso. In ogni caso, per uffici e contribuenti, \u00e8 arrivata l\u2019ora di smetterla con i formalismi ingiustificati. La sostanza deve sempre prevalere sulla forma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Rottamazione cartelle, chiusura liti pendenti e liti potenziali<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 anche vero che il caos fiscale ha superato ogni limite di umana sopportazione. Tre possono essere le proposte per una vera semplificazione: definizione agevolata delle somme iscritte a ruolo, delle liti pendenti e delle liti potenziali. La sanatoria sulla riscossione consentirebbe anche di superare le polemiche sulle presunte \u201cpersecuzioni\u201d di Equitalia e degli altri agenti della riscossione e di incrementare i recuperi dell\u2019evasione da riscossione. Basti pensare che fra il 2000 e il 2012 il Fisco ha iscritto a ruolo importi per circa 807,7 miliardi di euro. Nello stesso periodo, cartelle per 193,1 miliardi sono state cancellate per varie ragioni, per esempio, perch\u00e9 il Fisco ha perso in giudizio contro il presunto debitore, ma gli altri 614,6 miliardi di crediti sono rimasti in piedi e solo 69 miliardi (l\u201911,2% del totale) sono stati incassati davvero. Il resto, 545 miliardi, \u00e8 da incassare. Di queste somme, per\u00f2, \u00e8 certo che sar\u00e0 impossibile recuperarne circa 150miliardi di euro, in quanto si tratta di somme a carico di contribuenti falliti. Dai restanti 390miliardi di euro, si dovranno togliere le somme a ruolo a carico di soggetti deceduti o eredi che hanno rinunciato all\u2019eredit\u00e0 e altre somme a carico di contribuenti che non posseggono nulla. Considerato che le somme incassate da Equitalia nei primi sei mesi del 2014 sono di circa <strong><em>3,7 miliardi di euro<\/em><\/strong>, ci vorrebbero <strong><em>50 anni<\/em><\/strong> per incassare le somme iscritte a ruolo. Tenuto conto che di tutte le somme iscritte a ruolo, gli incassi difficilmente potranno arrivare al 5%, una soluzione potrebbe essere quella di riaprire la vecchia sanatoria di cui all\u2019articolo 12 della legge 289\/2002, cosiddetta rottamazione cartelle. La riapertura, con gli opportuni \u201caggiornamenti\u201d sulle somme incluse in ruoli affidati agli agenti della riscossione entro il <strong><em>30 giugno 2015<\/em><\/strong>, potrebbe essere consentita, pagando il 25% dell\u2019importo iscritto a ruolo. Il forfait del 25% delle somme si potrebbe \u201cestendere\u201d anche ai debiti a ruolo per i contributi Inps e per gli altri debiti. Un\u2019altra proposta potrebbe riguardare la riapertura della definizione delle liti pendenti, eliminando per\u00f2 il limite di <strong><em>20mila euro,<\/em><\/strong> che era stato previsto per la precedente definizione che si \u00e8 chiusa il <strong><em>2 aprile 2012<\/em><\/strong>. Alla chiusura delle liti pendenti, si potrebbe infine \u201caccompagnare\u201d la definizione delle liti potenziali. Si potrebbero cos\u00ec definire gli accertamenti per i quali non sono scaduti i termini per il ricorso; gli inviti al contraddittorio per Iva, imposte dirette o altre imposte indirette; i processi verbali di constatazione, sia della Guardia di Finanza, sia degli uffici, relativamente ai quali non \u00e8 stato notificato accertamento o ricevuto invito al contraddittorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Con la pace fiscale, soldi subito e stop alle liti<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le risorse, che potrebbero arrivare dalla pace fiscale, utili anche per agevolare il <strong><em>D. E. F., documento di economia e Finanza<\/em><\/strong>, avrebbero un duplice obiettivo: incassare subito un buon gettito, certo e definitivo, e ridurre notevolmente le liti pendenti. E\u2019 anche vero che in alcuni casi le somme accertate sono esagerate e, con la definizione amichevole, l\u2019incasso sar\u00e0 sicuramente inferiore alle imposte contestate, ma tenere in vita il contenzioso costa tanto sia agli uffici, sia ai contribuenti, cio\u00e8 alla collettivit\u00e0. Per il Governo, l\u2019alternativa, oggi pi\u00f9 che mai di grande attualit\u00e0, \u00e8 perci\u00f2 quella solita: tanti, troppi soldi, forse mai, o pochi, maledetti e subito. Non si parla di condoni, ma di una tregua per chiudere le tante liti tra Fisco e contribuenti, con gli uffici dell\u2019agenzia delle Entrate, che ormai sono al collasso con il contenzioso da gestire, che sta arrivando a cifre insostenibili che sfiora il milione delle liti pendenti. Soldi subito e basta litigare. Con buona pace per tutti e con benefici per i contribuenti e per le casse dell\u2019erario.<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Autore:\u00a0<strong>Salvina Morina e Tonino Morina<\/strong><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fiscal Focus &#8211; A cura di Antonio Gigliotti La semplificazione deve iniziare con il taglio delle liti e una vera sanatoria sulle cartelle di pagamento Uffici e contribuenti devono evitare le liti inutili. Considerate le recenti novit\u00e0 introdotte in tema di contenzioso e riscossione, \u00e8 indispensabile un colpo di spugna sul passato. 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