{"id":1192,"date":"2015-12-03T12:56:17","date_gmt":"2015-12-03T11:56:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=1192"},"modified":"2015-12-03T12:56:17","modified_gmt":"2015-12-03T11:56:17","slug":"moneta-elettronica-anche-per-i-micro-pagamenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=1192","title":{"rendered":"Moneta elettronica anche per i micro-pagamenti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fiscal Focus &#8211; A cura di Antonio Gigliotti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un legge di stabilit\u00e0 a due facce, quella che si sta delineando. Da un lato, infatti, si vuole innalzare il limite per l\u2019uso del contante, portandolo da 1.000 a 3.000 euro, mentre, dall\u2019altro si vuole abbassare il tetto attualmente previsto per i pagamenti con carte di debito, eliminando l\u2019attuale limite dei 30 euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La situazione attuale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 30 giugno 2014 \u00e8 stato previsto l\u2019obbligo, per imprenditori e professionisti, di accettare pagamenti di importi superiori a 30 euro con carte di debito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, in mancanza di specifiche sanzioni, ad oggi, il professionista o l\u2019imprenditore che non rispetta l\u2019obbligo rischia soltanto la mora del creditore ai sensi dell\u2019art. 1226 del Codice Civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In linea di massima, la mora del creditore impedisce a quest\u2019ultimo di richiedere il pagamento degli interessi nel caso di tardivo pagamento, e consente altres\u00ec al debitore di chiedere il rimborso delle eventuali spese sostenute per la corresponsione degli importi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si pu\u00f2 quindi sicuramente parlare di vere e proprie sanzioni: ecco il motivo per il quale l\u2019accettazione del pagamento con carte di debito \u00e8 rimasto semplicemente un \u201cobbligo sulla carta\u201d, e a fronte di un aumento dei terminali disponibili (da 1,53 milioni nel 2013 a 1,8 milioni nel 2014) l\u2019utilizzo della moneta elettronica non \u00e8 assolutamente aumentato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia rimane pertanto, ad oggi, ancora lontana dagli standard europei. Se infatti in Europa le transazioni complessive in contanti coprono solo il 65% di quelle totali, nel nostro Paese la percentuale sale all\u201983%<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le modifiche previste<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con una proposta di emendamento alla legge di stabilit\u00e0, firmata dai deputati Boccadutri, Coppola, Bruno Bossio, Causi, Misiani, Losacco, Basso, Dallai, Ascani e Tentori, viene previsto un abbassamento del tetto dei 30 euro sotto il quale gli esercenti possono rifiutare ancora i pagamenti con carte di debito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualora tale proposta dovesse trovare accoglimento, pertanto, anche tutti i micro-pagamenti, dal caff\u00e8 al bar al giornale in edicola, potrebbero essere regolati per mezzo di strumenti elettronici di pagamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le commissioni bancarie<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei limiti alla diffusione della moneta elettronica \u00e8 stato, da sempre, l\u2019elevato costo delle transazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nostro Paese, infatti, le commissioni sono talmente elevate che anche l\u2019Unione europea non ha mancato di evidenziare questo paradosso: \u00e8 stato stimato, infatti, che la moneta elettronica costa ai rivenditori 10 miliardi di euro l\u2019anno, e non va meglio per i clienti, che, oltre ai normali costi connessi alla carta di credito vedono spesso richiedersi degli ulteriori costi aggiuntivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco il motivo per il quale, dal prossimo 9 dicembre \u00e8 stato imposto dall\u2019Unione europea un tetto massimo alle commissioni bancarie, pari allo 0,3% sul valore della singola transazione per le carte di credito e allo 0,2% per i bancomat e le prepagate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come chiarito per\u00f2 dall\u2019Associazione bancaria italiana non pu\u00f2 essere ancora cantata vittoria: l\u2019applicazione dei nuovi massimali potrebbero infatti portare ad un aumento di costi per i consumatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un cane che si morde la coda, quindi, e che rischia di vedere l\u2019Italia ancora come la \u201cpatria del contante\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco il motivo per il quale, con l\u2019emendamento alla legge di stabilit\u00e0 \u00e8 stato altres\u00ec previsto che, entro il mese di aprile 2016, i gestori delle carte di pagamento dovranno definire le regole e le misure contrattuali per regolare i micropagamenti e le commissioni, le quali dovranno essere altres\u00ec proporzionali ai costi effettivamente sostenuti dai prestatori dei servizi di pagamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In caso di mancato adeguamento scatter\u00e0 il limite legale dei 7 millesimi per i pagamenti con carte di debito e di 1 centesimo per quelli con carte di credito.<\/p>\n<h6 style=\"text-align: justify;\">Autore:\u00a0<strong>redazione fiscal focus<\/strong><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fiscal Focus &#8211; A cura di Antonio Gigliotti Un legge di stabilit\u00e0 a due facce, quella che si sta delineando. 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