{"id":2029,"date":"2018-06-28T10:24:33","date_gmt":"2018-06-28T08:24:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=2029"},"modified":"2018-06-28T10:24:33","modified_gmt":"2018-06-28T08:24:33","slug":"lindennita-di-buonuscita-a-carico-del-lavoratore-non-sfugge-a-prelievo-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=2029","title":{"rendered":"L\u2019indennit\u00e0 di buonuscita a carico del lavoratore non sfugge a prelievo ordinario"},"content":{"rendered":"<h1><small>di Romina Morrone<\/small><\/h1>\n<p>La quota di indennit\u00e0 di buonuscita afferente al periodo riscattato con somme interamente a carico del lavoratore \u00e8 soggetta a tassazione ordinaria, trattandosi di contributi non correlati ad un rapporto previdenziale riferibile al datore di lavoro. Lo ha affermato la Cassazione nell&#8217;ordinanza 16560\/2018 del 22 giugno.<\/p>\n<p>Un ufficiale dell\u2019aeronautica militare ha impugnato il silenzio-rifiuto dell\u2019agenzia delle Entrate, formatosi a seguito dell\u2019istanza di rimborso della maggiore trattenuta Irpef 2004, effettuata sulla liquidazione dell\u2019indennit\u00e0 di buonuscita per cessazione dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa. A parere del contribuente, l\u2019imponibile fiscale del Tfr erogato dall\u2019Inpdap doveva essere calcolato detraendo la quota parte riferibile ai contributi da lui versati. Altalenante l\u2019esito del giudizio nei gradi di merito. L\u2019agenzia ha impugnato la sentenza della Ctr in Cassazione, sostenendo che il giudice di appello aveva erroneamente ritenuto applicabile l\u2019articolo17 del Tuir ad una fattispecie di contribuzione volontaria totalmente a carico del lavoratore e sottolineando che il periodo di riscatto (e cio\u00e8 quello corrispondente ad anni e a mesi che il dipendente decide volontariamente di aggiungere al periodo di servizio, versando quote contributive per rendere tali annualit\u00e0, altrimenti non valutabili, utili ai fini del calcolo della buonuscita) doveva essere tassato per intero poich\u00e9 non era correlato ad un rapporto previdenziale riferibile al datore di lavoro.<\/p>\n<p>La Corte ha accolto il ricorso ribadendo che, se la formazione di una parte dell\u2019indennit\u00e0 di buonuscita viene alimentata con contributi interamente ed esclusivamente a carico del dipendente (come nel caso delle anzianit\u00e0 convenzionali e per i servizi pre-ruolo ammessi a riscatto), da lui versati volontariamente, tale parte dell\u2019indennit\u00e0 non va sottratta ad imposizione fiscale ordinaria Irpef, poich\u00e9, in tal caso, la funzione del versamento consegue il riconoscimento normativo dell\u2019anzianit\u00e0 convenzionale. Tali conclusioni sono conformi alla giurisprudenza della Corte costituzionale (sentenza 178\/86), secondo la quale la non tassabilit\u00e0 pro parte (non \u00e8 applicabile nelle ipotesi di contribuzione volontaria totalmente a carico del lavoratore, come quella in esame, poich\u00e9) \u00e8 determinata sulla base del rapporto, alla data in cui \u00e8 maturato il diritto alla percezione, fra l\u2019aliquota del contributo previdenziale posto a carico dei lavoratori dipendenti e quella complessiva dello stesso contributo.<\/p>\n<p>Fonte &#8220;Il sole 24 ore&#8221;<\/p>\n<div class=\"charts\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Romina Morrone La quota di indennit\u00e0 di buonuscita afferente al periodo riscattato con somme interamente a carico del lavoratore \u00e8 soggetta a tassazione ordinaria, trattandosi di contributi non correlati ad un rapporto previdenziale riferibile al datore di lavoro. 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