{"id":2063,"date":"2018-09-12T16:33:43","date_gmt":"2018-09-12T14:33:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=2063"},"modified":"2018-09-12T16:33:43","modified_gmt":"2018-09-12T14:33:43","slug":"retribuzioni-pagabili-con-vaglia-postale-o-conto-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=2063","title":{"rendered":"Retribuzioni pagabili con vaglia postale o conto ordinario"},"content":{"rendered":"<p>di Barbara Massara<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Gli stipendi di dipendenti e co.co.co possono essere pagati in contanti presso la banca dove il datore di lavoro\/committente ha acceso un conto corrente ordinario, nonch\u00e9 attraverso vaglia postale.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Sono questi gli ultimi importanti chiarimenti, forniti dall\u2019Ispettorato nazionale del lavoro con la nota 7396 del 10 settembre 2018, in riferimento all\u2019obbligo di tracciare i pagamenti delle retribuzioni in vigore dal 1\u00b0 luglio scorso, introdotto dall\u2019articolo 1, commi 910-913, della legge 205\/2017.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">\u00c8 il terzo intervento dell\u2019Inl, che segue le note del 22 maggio e del 16 luglio 2018 con le quali l\u2019ispettorato aveva gi\u00e0 fornito ai datori di lavoro interessati le indicazioni operative.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Nella nota pi\u00f9 recente l\u2019Inl si rivolge in particolare agli ispettori, fornendo loro istruzioni da seguire in sede di verifica, ma contestualmente conferma alcune precedenti indicazioni, integrandole.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Innanzitutto viene ribadito che il divieto di pagamento in contanti riguarda solo gli importi erogati a titolo di retribuzione (ivi compresa l\u2019indennit\u00e0 di trasferta o diaria), mentre sono esclusi i meri rimborsi o anticipi di spese sostenute in nome e per conto del datore di lavoro (ad esempio rimborsi a pi\u00e8 di lista in occasione delle trasferte).<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Con riferimento, invece, ai mezzi di pagamento ammessi quali disciplinati dall\u2019articolo 1, comma 910, della legge di bilancio 2018, viene chiarito che, sebbene la lettera b) relativa al pagamento in contanti presso la banca del datore di lavoro faccia espresso riferimento al \u00abconto corrente di tesoreria\u00bb aperto presso l\u2019istituto di credito, sia considerato legittimo il pagamento presso la banca dove l\u2019azienda risulti intestataria di un conto corrente ordinario (e quindi non necessariamente di tesoreria).<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Con riguardo al pagamento effettuato a mezzo assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato secondo la lettera d) del comma 910 della medesima norma, l\u2019Inl precisa che a suo parere in tale ambito rientri anche il pagamento a mezzo vaglia postale.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">In tale caso, specifica l\u2019istituto, \u00e8 importante che, oltre al nome del beneficiario e alla clausola di non trasferibilit\u00e0 (per importi dai 1.000 euro in su), nella causale siano esplicitati i dati essenziali dell\u2019operazione, quali il nome del datore di lavoro e del lavoratore, la data e l\u2019importo dell\u2019operazione, nonch\u00e9 il mese di riferimento della retribuzione.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">La seconda parte della nota \u00e8 invece destinata agli ispettori, ai quali la direzione centrale dell\u2019istituto fornisce indicazioni in merito alle ulteriori prove documentali che potranno raccogliere presso le banche, nei casi di dubbia corresponsione.<\/p>\n<div class=\"charts\">\u00a0Fonte &#8220;Il sole 24 ore&#8221;<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Barbara Massara Gli stipendi di dipendenti e co.co.co possono essere pagati in contanti presso la banca dove il datore di lavoro\/committente ha acceso un conto corrente ordinario, nonch\u00e9 attraverso vaglia postale. 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