{"id":2143,"date":"2018-11-28T13:07:40","date_gmt":"2018-11-28T12:07:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=2143"},"modified":"2018-11-28T13:07:40","modified_gmt":"2018-11-28T12:07:40","slug":"dai-medici-al-forfait-5-partite-iva-su-10-fuori-dalla-e-fattura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=2143","title":{"rendered":"Dai medici al forfait 5 partite Iva su 10 fuori dalla e-fattura"},"content":{"rendered":"<p>Anche senza proroga, dal 1\u00b0 gennaio dell\u2019anno prossimo cinque partite Iva su dieci non saranno obbligate a emettere fatture elettroniche. Tra l\u2019allargamento del regime forfettario, i soggetti che fanno solo scontrini e le esclusioni ora in discussione in Parlamento, l\u2019obbligo riguarder\u00e0 met\u00e0 dei 5,8 milioni di titolari di partita Iva (imprenditori individuali, professionisti, societ\u00e0 ed enti non commerciali). Gli esclusi, comunque, non dovranno disinteressarsi completamente del nuovo obbligo, perch\u00e9 potranno comunque trovarsi a ricevere fatture elettroniche dai propri fornitori.<br \/>\nI primi a evitare la e-fattura sono i contribuenti che hanno aderito al regime forfettario e i vecchi minimi (circa 935mila titolari di partita Iva, in base agli ultimi dati). Ed \u00e8 un insieme che potrebbe crescere fino a 1,5 milioni con l\u2019innalzamento della soglia d\u2019accesso a 65mila euro di ricavi, previsto nel disegno di legge di Bilancio per il 2019. Del resto, le ultime statistiche fiscali (anno d\u2019imposta 2016) dicono che nella fascia di giro d\u2019affari tra i 30 e i 65mila euro ci sono 909mila contribuenti.<br \/>\nA questi va poi aggiunto il milione e 732mila esercenti o artigiani che operano solo con consumatori ed emettono scontrini e ricevute fiscali. Per loro, di trasmissione telematica non si parler\u00e0 prima del prossimo 1\u00b0 luglio (grandi operatori) o addirittura del 1\u00b0 gennaio 2020 (tutti gli altri).<br \/>\n<b>Oggi al voto in commissione al Senato<\/b><br \/>\nIl terzo fronte di limitazioni arriver\u00e0 dal Parlamento. Il primo banco di prova \u00e8 previsto gi\u00e0 oggi, quando la commissione Finanze del Senato \u00e8 chiamata a completare l\u2019esame degli emendamenti accantonati la scorsa settimana.<br \/>\nSi tratta di modifiche al decreto fiscale (Dl 119\/2018) finalizzate a restringere la platea dei soggetti obbligati alla trasmissione della e-fattura: in particolare, escludendo medici e farmacisti che inviano al Sistema tessera sanitaria (Sts) i dati relativi alle spese dei propri clienti per permettere alle Entrate di preparare la dichiarazione dei redditi precompilata. In ballo c\u2019\u00e8 anche l\u2019esclusione delle associazioni sportive dilettantistiche, su cui per\u00f2 il dibattito \u00e8 pi\u00f9 aperto.<br \/>\nUn altro punto importante su cui i senatori prenderanno gi\u00e0 oggi una decisione \u00e8 l\u2019estensione fino a fine settembre della moratoria sulle sanzioni per chi non si adeguer\u00e0 all\u2019obbligo di fatturazione elettronica tra privati. Al momento, il periodo di salvaguardia introdotto dal decreto fiscale si ferma al 30 giugno.<br \/>\nCi\u00f2 che non pare in discussione, almeno per ora, \u00e8 la data di debutto del nuovo obbligo (1\u00b0 gennaio 2019). Anche perch\u00e9 alla fattura elettronica sono legati 1,97 miliardi di euro di maggiori entrate da contrasto all\u2019evasione Iva nel 2019.<br \/>\n<b>Meno \u00abbig data\u00bb per tutelare la privacy<\/b><br \/>\nL\u2019altro fronte caldo per la fattura elettronica \u00e8 quello con la privacy, dopo la bocciatura di dieci giorni fa da parte del Garante. Che ha evidenziato una raccolta \u00absproporzionata\u00bb di informazioni su cittadini e imprese da parte del Fisco, oltre al rischio che i dati vengano usati in modo improprio da soggetti terzi.<br \/>\nD\u2019altra parte, le fatture sono una miniera di informazioni sul business, oltre che sul Fisco: dai clienti alla marginalit\u00e0, dai tempi di pagamento al dettaglio di molte operazioni. Proprio sul fronte dell\u2019utilizzo dei\u00a0<i>big data<\/i>, la commissione Finanze ha gi\u00e0 approvato un emendamento che vieta a Sogei di utilizzare soggetti terzi nella conservazione dei dati delle fatture.<br \/>\nInoltre, come ricordato dal ministro dell\u2019Economia, Giovanni Tria, durante il\u00a0<i>question time<\/i>\u00a0al Senato, \u00e8 gi\u00e0 partito un tavolo di confronto tra Agenzia e Garante per risolvere le criticit\u00e0 evidenziate dall\u2019<i>authority<\/i>.<br \/>\nTra le soluzioni allo studio c\u2019\u00e8 quella di far s\u00ec che l\u2019Agenzia memorizzi i soli dati di rilevanza tributaria. Il Fisco rinuncerebbe ad esempio ad acquisire il dettaglio dei consumi inserito nella fattura emessa da una\u00a0<i>utility\u00a0<\/i>a un\u2019impresa, limitandosi a salvare nei propri\u00a0<i>database<\/i>\u00a0gli elementi chiave.<\/p>\n<p>Fonte &#8220;Il sole 24 ore&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche senza proroga, dal 1\u00b0 gennaio dell\u2019anno prossimo cinque partite Iva su dieci non saranno obbligate a emettere fatture elettroniche. 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