{"id":2161,"date":"2018-11-30T10:25:42","date_gmt":"2018-11-30T09:25:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=2161"},"modified":"2018-11-30T10:25:42","modified_gmt":"2018-11-30T09:25:42","slug":"stop-al-fermo-contabile-se-laccertamento-e-stato-gia-annullato-dalla-ctp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=2161","title":{"rendered":"Stop al fermo contabile se l\u2019accertamento \u00e8 stato gi\u00e0 annullato dalla Ctp"},"content":{"rendered":"<p>Stop al fermo contabile, istituto attraverso il quale l\u2019Erario ha il potere di sospendere rimborso di somme spettanti al contribuente se risulta che lo stesso \u00e8 a sua volta debitore nei confronti dell\u2019Amministrazione, se manca il \u00abfumus boni iuris\u00bb. Pertanto va rimborsata la maggiore Ires richiesta dalla societ\u00e0 contribuente derivante dall\u2019applicazione dei principi contabili internazionali grazie ai quali viene rideterminato il reddito. Cos\u00ec la Ctr Lombardia con la sentenza 3023\/14\/2018 (<a href=\"http:\/\/www.quotidianofisco.ilsole24ore.com\/binary.php?filename=\/pdf2010\/Editrice\/ILSOLE24ORE\/QUOTIDIANO_FISCO\/Online\/_Oggetti_Correlati\/Documenti\/2018\/11\/16\/Ctr%20Lombardia%203023_14_2018.pdf&amp;uuid=AEVigreG\" target=\"_blank\">clicca qui per consultarla<\/a> ).<\/p>\n<p><b>La decisione<\/b><br \/>\nDa un lato, l\u2019Amministrazione pu\u00f2 fare accesso all\u2019istituto del fermo contabile, utilizzabile dall\u2019Erario a difesa di un proprio credito anche se non \u00abliquido ed esigibile\u00bb, derivante da accertamenti emanati e impugnati dalla contribuente. Dall\u2019altro lato tale istituto \u00e8 tuttavia inapplicabile se manca il fumus boni iuris. Infatti, gli accertamenti posti a base del fermo sono stati impugnati ed annullati dalla Ctp, e, quindi, mancando il requisito del fumus, la contribuente ha pieno diritto al rimborso della maggiore Ires.<\/p>\n<p><b>La vicenda<\/b><br \/>\nUna Spa decide di applicare i principi contabili internazionali in luogo di quelli nazionali. Nel dicembre 2011, tramite interpello, chiede all\u2019agenzia delle Entrate di concordare il corretto trattamento fiscale sui derivati e propone il ricalcolo del reddito 2010 alla luce dei maggiori costi tramite presentazione della dichiarazione integrativa a favore. L\u2019Amministrazione nega tale possibilit\u00e0 ma riconosce credito d\u2019imposta e pertanto la societ\u00e0 presenta istanza di rimborso Ires e nel marzo 2013, ulteriore sollecito, ma invano. Nel maggio 2013 presenta ricorso in Ctp avverso diniego tacito, ma l\u2019Amministrazione si oppone: il rimborso non pu\u00f2 essere concesso dato che la societ\u00e0 risulta essere stata destinataria di avvisi di accertamento per gli anni 2007, 2008 e 2009. La contribuente ribadisce che gli avvisi sono stati impugnati e gi\u00e0 definiti con sentenze ad essa favorevoli. Inoltre chiarisce che ha gi\u00e0 versato in via provvisoria su tali accertamenti tributi nel 2012 per oltre 380mila euro, e, relativamente al 2009, somme pari oltre 571mila euro.<\/p>\n<p>Fonte &#8220;Il sole 24 ore&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stop al fermo contabile, istituto attraverso il quale l\u2019Erario ha il potere di sospendere rimborso di somme spettanti al contribuente se risulta che lo stesso \u00e8 a sua volta debitore nei confronti dell\u2019Amministrazione, se manca il \u00abfumus boni iuris\u00bb. 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