{"id":2263,"date":"2019-01-23T10:40:38","date_gmt":"2019-01-23T09:40:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=2263"},"modified":"2019-01-23T10:40:38","modified_gmt":"2019-01-23T09:40:38","slug":"il-committente-e-responsabile-solidale-per-le-retribuzioni-non-pagate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=2263","title":{"rendered":"Il committente \u00e8 responsabile solidale per le retribuzioni non pagate"},"content":{"rendered":"<div class=\"articleSubtitles\">\n<div class=\"articleSubtitle\"><em><strong>Il lavoratore si pu\u00f2 rivolgere direttamente all\u2019azienda ritenuta pi\u00f9 solvibile<\/strong><\/em><\/div>\n<div class=\"articleSubtitle\"><em><strong>La garanzia a carico di chi ordina le opere \u00e8 piena e non sussidiaria<\/strong><\/em><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"articleTexts\">\n<div class=\"articleText\">Responsabilit\u00e0 solidale stretta per il committente nei confronti dei lavoratori dei dipendenti dell\u2019appaltatore. Con la sentenza 444\/2019, la Suprema corte si \u00e8 pronunciata sul regime della responsabilit\u00e0 solidale tra appaltatore e committente in relazione ai trattamenti retributivi e contributivi dei lavoratori impiegati nell\u2019appalto.<br \/>\nNel caso specifico, il tribunale di Firenze aveva accolto il ricorso promosso da una lavoratrice nei confronti della societ\u00e0 appaltante per il pagamento di somme retributive. La Corte d\u2019appello ha confermato la pronuncia di primo grado ritenendo sussistente, nei confronti del committente, un\u2019obbligazione solidale in senso stretto (e non una mera garanzia sussidiaria come dedotto dalla societ\u00e0 committente), con conseguente irrilevanza di una preventiva escussione del patrimonio dell\u2019appaltatore.<br \/>\nLa Corte di legittimit\u00e0 &#8211; precisando che la fattispecie sottoposta al proprio vaglio era soggetta alla disciplina dell\u2019articolo 29 del decreto legislativo 276\/2003 nella formulazione antecedente alle modifiche apportate dalle leggi 92\/2012 e 35\/2012 (che avevano introdotto il beneficio di preventiva escussione) &#8211; ha ribadito che \u00abl\u2019obbligazione del committente\u2026pur avendo carattere accessorio, \u00e8 solidale con quella del debitore principale e pertanto\u2026non pu\u00f2 essere considerata n\u00e9 sussidiaria n\u00e9 eventuale\u00bb e ci\u00f2 in ragione del \u00abtenore letterale dell\u2019articolo 29 del Dlgs 276 del 2003 (nella versione precedente alle novelle del 2012)\u00bb nonch\u00e9 della \u00abratio perseguita dal legislatore (consistente nell\u2019affidare al committente il controllo sulla corretta esecuzione del contratto di appalto da parte dell\u2019appaltatore)\u00bb.<br \/>\nQuanto statuito nell\u2019occasione dalla Suprema corte, seppur fondato sull\u2019interpretazione di una norma successivamente modificata da plurimi interventi legislativi, appare di estrema attualit\u00e0.<br \/>\nSi rammenta, infatti, che il beneficio di escussione ha avuto nel nostro ordinamento una durata breve: introdotto nel 2012, \u00e8 stato successivamente abolito dal legislatore con il decreto legge 25\/2017, che ha riportato al 2003 le lancette del vincolo della solidariet\u00e0 per quanto riguarda sia la posizione processuale del committente (che si vede ora privato del beneficio di preventiva escussione) sia la possibilit\u00e0 dei contratti collettivi nazionali di lavoro di derogare al regime legale della responsabilit\u00e0 solidale negli appalti.<br \/>\nCon il \u201cdietro front\u201d legislativo sul beneficio di preventiva escussione si sono pertanto prodotti due fondamentali effetti sul piano processuale: da una parte, come pure precisato nella sentenza 444\/2019, \u00e8 venuta meno la necessit\u00e0 del litisconsorzio tra committente, appaltatori ed eventuali subappaltatori; dall\u2019altra, si \u00e8 eliminata la gerarchia tra i debitori.<br \/>\nCon la conseguenza che, come avveniva anteriormente al 2012, tutte le imprese legate dal vincolo di responsabilit\u00e0 solidale si troveranno di fronte alla possibilit\u00e0 che, a seguito delle inadempienze del proprio datore di lavoro, i lavoratori scelgano di rivolgersi alle imprese ritenute pi\u00f9 solide e solvibili (ossia, generalmente, al committente) per ottenere le retribuzioni e i versamenti contributivi non percepiti a fronte dell\u2019opera prestata nell\u2019appalto.<br \/>\n\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<br \/>\nAngelo Zambelli<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il lavoratore si pu\u00f2 rivolgere direttamente all\u2019azienda ritenuta pi\u00f9 solvibile La garanzia a carico di chi ordina le opere \u00e8 piena e non sussidiaria Responsabilit\u00e0 solidale stretta per il committente nei confronti dei lavoratori dei dipendenti dell\u2019appaltatore. 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