{"id":2329,"date":"2019-02-12T14:33:30","date_gmt":"2019-02-12T13:33:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=2329"},"modified":"2019-02-12T14:33:30","modified_gmt":"2019-02-12T13:33:30","slug":"stop-a-mini-cartelle-per-32-miliardi-non-piu-incassabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=2329","title":{"rendered":"Stop a mini cartelle per 32 miliardi non pi\u00f9 incassabili"},"content":{"rendered":"<div class=\"articleSubtitles\">\n<div class=\"articleSubtitle\"><em>Pace fiscale. Cancellati i debiti fino a mille euro per 12,6 milioni di contribuenti ma restano in sospeso i carichi affidati dall\u2019Inps La perdita di gettito stimata risulta di 524 milioni di euro<\/em><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"articleTexts\">\n<div class=\"articleText\">\nSono circa 13 milioni i contribuenti ad aver beneficiato della cancellazione delle micro-cartelle fino a 1.000 euro. Pi\u00f9 che di cartelle per l\u2019esattezza si tratta di 114,44 milioni di \u201cpartite\u201d affidate all\u2019agente della riscossione tra il 2000 e il 2010 e che agenzia Entrate- Riscossione ha stralciato perch\u00e9 inferiori a \u201cquota mille\u201d. E se \u00e8 vero che \u00abla somma fa il totale\u00bb (per dirla alla Tot\u00f2), lo stralcio dal magazzino della ex-Equitalia delle micro-cartelle calcolato in euro \u00e8 pari a 32 miliardi.<br \/>\nUno stralcio calcolato dall\u2019amministrazione finanziaria e dal Governo, senza nessun allarme per la tenuta dei gi\u00e0 deboli conti pubblici. Come si legge nella relazione al decreto legge fiscale collegato alla manovra che introduce la sanatoria delle micro-cartelle, si tratta di somme in assoluto non pi\u00f9 recuperabili. Somme la cui cancellazione produce una perdita di 524 milioni, calcolata come il 3,5% del gettito di quasi 15 miliardi atteso dalla rottamazione-ter (11,1 miliardi), dalla rottamazione-bis per i pagamenti 2018 (821 milioni) e per i \u201cconfluiti\u201d nella terza edizione della sanatoria (circa 3,1 miliardi). In sostanza la perdita di gettito per l\u2019Erario \u00e8 quanto non incasser\u00e0 dalle rottamazioni proprio con le mini-cartelle del tutto stralciate.<br \/>\nCome anticipato, lo stralcio riguarda 114,4 milioni di \u00abpartite\u00bb. Con questo termine si intende il valore riferito al singolo procedimento di controllo chiuso dall\u2019amministrazione finanzairia con uno specifico atto impositivo, di liquidazione e di riscossione. Differente dal ruolo che invece rappresenta un insieme di partite affidate all\u2019agente della riscossione.<br \/>\nProprio sul valore delle singole partite, come anticipato su queste pagine, \u00e8 in atto da fine anno un confronto tra Inps e amministrazione finanziaria. A tutt\u2019oggi non sono state ancora cancellate le posizioni debitorie targate Inps. Lo stesso presidente dell\u2019Istituto, Tito Boeri, ha reso noto nel corso dell\u2019audizione al Senato sul reddito di cittadinanza e quota 100, di essere in attesa di un chiarimento del ministero del Lavoro proprio su come si deve intendere la soglia dei mille euro. Per l\u2019Inps le sanzioni civili maturate nel corso degli anni vanno conteggiate ai fini del raggiungimento della soglia dei mille euro. Di diverso avviso il Mef che ha gi\u00e0 chiarito all\u2019Inps che la soglia va individuata nel valore originariamente affidato agli agenti (si veda Il Sole 24 Ore del 5 febbraio). E, prendendo per buona la percentuale del 13-14% sul peso delle cartelle Inps sul totale, si pu\u00f2 ipotizzare che al momento resterebbe sospesa la cancellazione di centinaia di miliaia di partite \u201cprevidenziali e contributive\u201d per un controvalore di circa 4 miliardi.<br \/>\nMa perch\u00e9 il Fisco ha rinunciato a recuperare cartelle per 32 miliardi di euro complessivi? Per circa oltre 4,3 miliardi di euro si tratta di partite relative a soggetti deceduti e a imprese che hanno cessato qualsiasi attivit\u00e0. Altra quota di pesa, sopra i 3,2 miliardi, invece, sono debiti di nullatenenti o di soggetti non presneti nell\u2019anagrafe tributaria. Ci sono poi i falliti o con procedure concorsuali in corso e, anche se in minima parte, contribuenti con debiti sospesi per provvedimenti amministrativi o per contenziosi in atto.<br \/>\nInsomma si tratta di micro-cartelle impossibili o quasi impossibili da incassare e su cui lo Stato, per altro, negli anni ha dovuto sostenere dei costi. Basti pensare alla continua attivazione di atti interruttivi della prescrizione o di iniziative di azioni di recupero pressoch\u00e9 inefficaci. Inoltre con la cancellazione di queste cartelle si evita di anticipare e poi imputare agli enti creditori le spese per procedure cautelari ed esecutive nell\u2019inutile tentativo di recuperare micro-somme di difficile o impossibile esazione.<br \/>\nTra le curiosit\u00e0 merita attenzione la distribuzione territoriale delle micro-cartelle cancellate. La Campania con oltre 20 milioni e mezzo di partite stralciate e con un controvalore di 5,1 miliardi si colloca al primo posto della classifica seguita dai circa 18 milioni di partite per 4,7 miliardi e la Lombardia con 15,7 milioni di poste cancellate (4,5 miliardi di valore complessivo).<br \/>\n\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA &#8220;Il sole 24 ore&#8221;<br \/>\nMarco Mobili<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pace fiscale. Cancellati i debiti fino a mille euro per 12,6 milioni di contribuenti ma restano in sospeso i carichi affidati dall\u2019Inps La perdita di gettito stimata risulta di 524 milioni di euro Sono circa 13 milioni i contribuenti ad aver beneficiato della cancellazione delle micro-cartelle fino a 1.000 euro. 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