{"id":2394,"date":"2019-03-07T10:58:51","date_gmt":"2019-03-07T09:58:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=2394"},"modified":"2019-03-07T10:58:51","modified_gmt":"2019-03-07T09:58:51","slug":"la-contabilita-in-nero-costituisce-un-valido-elemento-indiziario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=2394","title":{"rendered":"La contabilit\u00e0 in nero costituisce un valido elemento indiziario"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito dell\u2019accertamento sulle imposte sui redditi, la contabilit\u00e0 in nero, costituita da appunti personali e da informazioni dell\u2019imprenditore, rappresenta un valido elemento indiziario dotato dei requisiti di gravit\u00e0, precisione e concordanza prescritti dall\u2019articolo 39 del Dpr 600\/1973 in quanto, nella nozione di scritture contabili disciplinate dall\u2019articolo 2709 e successivi del Codice civile, devono ricomprendersi tutti i documenti che registrino, in termini quantitativi o monetari, i singoli atti d\u2019impresa, ovvero rappresentino la situazione patrimoniale dell\u2019imprenditore e il risultato economico dell\u2019attivit\u00e0 svolta, competendo poi al contribuente l\u2019onere di fornire un\u2019adeguata prova contraria. A tale conclusione \u00e8 giunta la Cassazione attraverso l\u2019ordinanza 3738\/2019 (<a href=\"http:\/\/www.quotidianofisco.ilsole24ore.com\/binary.php?filename=\/pdf2010\/Editrice\/ILSOLE24ORE\/QUOTIDIANO_FISCO\/Online\/_Oggetti_Correlati\/Documenti\/2019\/03\/07\/Cassazione_ordinanza_3738_2019.pdf&amp;uuid=ABpX4rZB\" target=\"_blank\">clicca qui per consultarla<\/a> ).<\/p>\n<p>Nel corso di una verifica tributaria pu\u00f2 accadere che gli accertatori si imbattano in documenti fiscali dai quali sia possibile evincere la sussistenza di una contabilit\u00e0 parallela, dalla quale si comprenda che il reddito dichiarato dal soggetto verificato non corrisponde a quello effettivamente prodotto.<\/p>\n<p>La Suprema corte, con la sentenza 26141\/2016, ha in passato affermato la legittimit\u00e0 dell\u2019accertamento induttivo in presenza di una contabilit\u00e0 in nero, in quanto la stessa rappresenta un valido elemento indiziario dotato dei requisiti di gravit\u00e0, precisione e concordanza.<\/p>\n<p>\u00c8 tuttavia necessario individuare in quale ambito accertativo si muovono i verificatori in presenza di documentazione parallela ovvero se il rinvenimento di documenti non ufficiale renda inattendibile la contabilit\u00e0 del contribuente (accertamento induttivo puro o extracontabile (ex articolo 39 comma 2) o se, invece, la documentazione extracontabile costituisca elemento per una ricostruzione presuntiva del reddito, a condizione che un riscontro con la contabilit\u00e0 ufficiale abbia fornito a tale documentazione i requisiti di gravit\u00e0, precisione e concordanza (accertamento analitico-induttivo, ex articolo 39 comma 1 lettera d).<\/p>\n<p>Talora la Cassazione ha affermato (sentenza 17952\/2013) che il ritrovamento da parte della Guardia di Finanza di una contabilit\u00e0 parallela a quella ufficialmente tenuta dalla societ\u00e0 sottoposta a verifica fiscale, legittima di per s\u00e9 il ricorso all\u2019accertamento induttivo-extracontabile in quanto si tratta di dati e notizie da cui possono essere desunte omissioni o false o inesatte indicazioni atteso che, fermi restando i limiti di efficacia delle scritture contabili delle imprese soggette a registrazione, anche le altre scritture provenienti dall\u2019imprenditore possono operare come prova.<\/p>\n<p>Tuttavia pare maggiormente condivisibile la tesi sostenuta dalla Suprema corte (sentenza 22465\/2015) la quale, pur riconoscendo piena validit\u00e0 alla documentazione extracontabile, perfettamente idonea alla ricostruzione presuntiva dell\u2019imponibile, ritiene che una contabilit\u00e0 in nero non legittima di per s\u00e9, a prescindere dalla sussistenza di qualsivoglia altro elemento, il ricorso all\u2019accertamento induttivo all\u2019articolo 39 comma 2), occorrendo pur sempre la ricorrenza di \u00abomissioni, false, inesatte indicazioni\u00bb o di \u00abirregolarit\u00e0 formali\u00bb, cos\u00ec \u00abgravi, numerose e ripetute\u00bb da consentire all\u2019ufficio di prescindere, in tutto o in parte, dalle risultanze delle scritture contabili.<\/p>\n<p>Pertanto l\u2019Agenzia, in presenza di una contabilit\u00e0 parallela, \u00e8 tenuta a procedere attraverso un accertamento analitico-induttivo ex articolo 39, comma 1, lettera d) in quanto, tale documentazione, possiede i requisiti tipici della presunzione grave, precisa e concordante (Cassazione, sentenza 26141\/2016 e 4168\/2001).<\/p>\n<div class=\"charts\">\u00a0Fonte &#8220;Il sole 24 ore&#8221;<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito dell\u2019accertamento sulle imposte sui redditi, la contabilit\u00e0 in nero, costituita da appunti personali e da informazioni dell\u2019imprenditore, rappresenta un valido elemento indiziario dotato dei requisiti di gravit\u00e0, precisione e concordanza prescritti dall\u2019articolo 39 del Dpr 600\/1973 in quanto, nella nozione di scritture contabili disciplinate dall\u2019articolo 2709 e successivi del Codice civile, devono ricomprendersi tutti &hellip; 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