{"id":2468,"date":"2019-04-08T10:05:28","date_gmt":"2019-04-08T08:05:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=2468"},"modified":"2019-04-08T10:05:28","modified_gmt":"2019-04-08T08:05:28","slug":"societa-estinta-inefficace-latto-notificato-dopo-la-cancellazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=2468","title":{"rendered":"Societ\u00e0 estinta, inefficace l\u2019atto notificato dopo la cancellazione"},"content":{"rendered":"<p class=\"paragrafo\">La societ\u00e0 gi\u00e0 estinta non ha la legittimazione a impugnare l\u2019atto impositivo che le viene notificato, ma in ogni caso quest\u2019ultimo non pu\u00f2 produrre alcun effetto. A fornire questo principio \u00e8 la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.quotidianofisco.ilsole24ore.com\/binary.php?filename=\/pdf2010\/Editrice\/ILSOLE24ORE\/QUOTIDIANO_FISCO\/Online\/_Oggetti_Correlati\/Documenti\/2019\/04\/08\/Ctr_Sicilia_1448_5_2019_OMISSIS.pdf&amp;uuid=ABBfgdlB\" target=\"_blank\">Ctr Sicilia 1448\/5\/2019<\/a>\u00a0depositata lo scorso 7 marzo.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">La vicenda trae origine dalla notifica a una societ\u00e0 consortile per l\u2019anno d\u2019imposta 2010 di un avviso di accertamento relativo a Ires e Irap. La contribuente, al momento dell\u2019emissione dell\u2019atto, era gi\u00e0 da tempo stata cancellata dal registro delle imprese: nonostante ci\u00f2 lo impugnava instaurando il relativo giudizio.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">La Ctp dichiarava, per\u00f2, inammissibile il ricorso in quanto proposto da societ\u00e0 ormai estinta. La pronuncia di primo grado veniva appellata, preliminarmente per l\u2019omessa pronuncia del giudice sull\u2019eccepito vizio di notifica dell\u2019avviso di accertamento a societ\u00e0 cancellata e, quindi, non pi\u00f9 esistente; venivano altres\u00ec riproposti i motivi di illegittimit\u00e0 nel merito della pretesa erariale.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">L\u2019agenzia delle Entrate chiedeva la conferma della sentenza gravata.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">La Ctr Sicilia ha ritenuto corretta la pronuncia della Ctp, con motivazione che per\u00f2 mette in risalto anche la sostanziale inutilit\u00e0 dell\u2019impugnazione dell\u2019atto impositivo esperita dalla contribuente. Lo stesso appello proposto \u00e8 stato considerato inammissibile in quanto instaurato da un soggetto estinto gi\u00e0 in epoca anteriore alla notifica dell\u2019avviso di accertamento e, pertanto, la contribuente risultava sin dall&#8217;inizio priva della necessaria capacit\u00e0 processuale.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">In sintesi nel caso esaminato dai giudici siciliani ricorreva un insanabile e originario vizio del processo che giustamente era stato accertato e dichiarato tale dal giudice di primo grado. Infatti la cancellazione della societ\u00e0 dal registro delle imprese l\u2019aveva privata della legittimazione ad causam sia ai fini della proposizione del giudizio sia ai fini della sua prosecuzione in appello.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Peraltro non risultava nemmeno applicabile, come correttamente gi\u00e0 stabilito dalla Ctp, la disposizione (<a href=\"http:\/\/www.quotidianofisco.ilsole24ore.com\/binary.php?filename=\/pdf2010\/Editrice\/ILSOLE24ORE\/QUOTIDIANO_FISCO\/Online\/_Oggetti_Correlati\/Documenti\/2019\/04\/08\/art28_Dlgs_175_2014.pdf&amp;uuid=ABBfgdlB\" target=\"_blank\">articolo 28, comma 4 del Dlgs 175\/2014<\/a>\u00a0) in base alla quale ai soli fini della validit\u00e0 e dell\u2019efficacia degli atti impositivi, l\u2019estinzione della societ\u00e0 rileva solo trascorsi cinque anni dalla richiesta di cancellazione del registro delle imprese. Infatti la norma in questione, come confermato dalla giurisprudenza di legittimit\u00e0, non ha effetto retroattivo e quindi non poteva riguardare il caso dell\u2019appellante, estinta prima della sua entrata in vigore.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\"><strong>La parte pi\u00f9 interessante della sentenza in commento \u00e8, per\u00f2, la considerazione finale della motivazione, nella quale i giudici precisano che l\u2019inammissibilit\u00e0 originaria dell\u2019impugnazione non pu\u00f2 causare alcuna preoccupazione alla contribuente, poich\u00e9 ci\u00f2 non comporta alcuna convalida dell\u2019atto impositivo, il quale non pu\u00f2 comunque produrre alcun effetto, proprio perch\u00e9 notificato a una societ\u00e0 gi\u00e0 estinta. Ne consegue che la pretesa impositiva non potr\u00e0 in ogni caso avere seguito e non potr\u00e0 esserci alcun recupero delle maggiori somme pretese.<\/strong><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">In casi del genere non si dovrebbe quindi intraprendere alcuna azione, lasciando passare in giudicato l\u2019accertamento, dal momento che:<\/p>\n<p class=\"pallino-block\">da un lato non si avrebbe legittimazione a impugnare;<\/p>\n<p class=\"pallino-block\">dall\u2019altro l\u2019atto rimane comunque di fatto inefficace.<\/p>\n<p class=\"pallino-block\">Fonte &#8220;Il sole 24 ore&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La societ\u00e0 gi\u00e0 estinta non ha la legittimazione a impugnare l\u2019atto impositivo che le viene notificato, ma in ogni caso quest\u2019ultimo non pu\u00f2 produrre alcun effetto. A fornire questo principio \u00e8 la\u00a0Ctr Sicilia 1448\/5\/2019\u00a0depositata lo scorso 7 marzo. 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