{"id":567,"date":"2015-02-19T10:38:05","date_gmt":"2015-02-19T09:38:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=567"},"modified":"2015-02-19T10:38:05","modified_gmt":"2015-02-19T09:38:05","slug":"acquisti-intra-ue-per-i-minimi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=567","title":{"rendered":"Acquisti Intra-Ue per i minimi"},"content":{"rendered":"<h5 class=\"data\" style=\"color: #333333;\">19 Febbraio 2015<\/h5>\n<h1 style=\"font-weight: bold; color: #990033;\">Rilevante la soglia di 10.000 euro<\/h1>\n<div class=\"testo\" style=\"color: #333333;\">\n<div class=\"p\" style=\"font-style: inherit;\"><strong style=\"font-style: inherit;\">Premessa\u00a0<\/strong>\u2013 Per i nuovi contribuenti forfettari se nell\u2019anno precedente non \u00e8 stata superata la soglia di 10.000 euro, e fino a quando tale limite non viene superato in quello in corso, gli acquisti non si considerano intracomunitari. Il fornitore deve emettere quindi fattura addebitando la propria imposta. Al contrario, in caso di superamento del predetto limite, si effettua un acquisto intracomunitario per il quale si dovr\u00e0 procedere a integrazione della fattura e al versamento dell\u2019Iva, presentando l\u2019Intrastat.<\/p>\n<p><strong style=\"font-style: inherit;\">Legge di Stabilit\u00e0\u00a0<\/strong>\u2013 Per il nuovo regime forfettario istituito dalla Legge di Stabilit\u00e0 2015 viene previsto che i contribuenti \u201cnon esercitano la rivalsa dell\u2019imposta di cui all\u2019articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, per le operazioni nazionali\u201d. La normativa sopra richiamata prevede quindi che le operazioni nazionali non diano origine ad alcun addebito dell&#8217;Iva a titolo di rivalsa e, conseguentemente, viene meno il diritto alla detrazione della stessa sugli acquisti effettuati.<\/p>\n<p><strong style=\"font-style: inherit;\">Cessioni intracomunitarie\u00a0<\/strong>&#8211; Per quanto riguarda le cessioni intracomunitarie, la norma prevede che a tali operazioni si applichi il comma 2-bis dell\u2019art. 41 del D.L. n. 331\/1993, secondo il quale \u201cnon costituiscono cessioni intracomunitarie [\u2026] le cessioni di beni effettuate dai soggetti che applicano, agli effetti dell\u2019imposta sul valore aggiunto, il regime di franchigia\u201d. Le cessioni di beni intracomunitarie sono, quindi, assimilate alle cessioni interne senza diritto alla rivalsa (e nell&#8217;altro Stato membro non si configura un acquisto intracomunitario). In tal caso, il cedente nazionale deve indicare sulla fattura emessa nei confronti dell&#8217;operatore comunitario che l&#8217;operazione \u00e8 soggetta al regime forfettario, e pertanto non costituisce cessione intracomunitaria, ai sensi dell&#8217;articolo 41, comma 2-bis del citato decreto legge.<\/p>\n<p><strong style=\"font-style: inherit;\">Acquisti intracomunitari\u00a0<\/strong>\u2013 Relativamente agli acquisti intracomunitari si rinvia al regime previsto dall\u2019art. \u201c38, comma 5, lettera c), del decreto legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427\u201d. Secondo tale disposizione legislativa gli acquisti di beni intracomunitari, fino alla soglia di 10.000 euro annui, sono considerati non soggetti ad Iva nel Paese di destinazione e rimangono assoggettati a tassazione nel Paese di provenienza, conformemente a quanto disposto dall&#8217;articolo 38, comma 5, lettera c), del Decreto Legge 331\/1993. Al superamento della citata soglia annua i soggetti operanti nel regime devono integrare la fattura con l&#8217;indicazione dell&#8217;aliquota e della relativa imposta che deve essere versata.<\/p>\n<p><strong style=\"font-style: inherit;\">Servizi intracomunitari\u00a0<\/strong>&#8211; Per la territorialit\u00e0 dei servizi generici nel regime forfettario trovano applicazione le regole dell&#8217;articolo 7-ter D.P.R. 633\/1972: in caso di servizi resi si emette fattura senza addebito d&#8217;imposta e in caso di servizi ricevuti (rilevanti in Italia) si procede ad integrazione o autofatturazione e si versa l&#8217;Iva. Quando la controparte \u00e8 un soggetto passivo Ue si dovrebbe compilare l&#8217;Intrastat, eventualmente come da circolare 36\/E\/2010. Per i servizi in deroga (articoli successivi al 7-ter) valgono le stesse considerazioni previste sui servizi generici. In caso di servizi resi rilevanti in altri Paesi si dovr\u00e0 anche fare attenzione alla necessit\u00e0 di identificarsi ai fini Iva, qualora sia richiesto dalle disposizioni in tali Stati. Non si compilano mai i modelli Intrastat.<\/div>\n<\/div>\n<h5 class=\"firma\" style=\"color: #333333;\">Autore:\u00a0<strong style=\"font-style: inherit; color: #990033;\">Redazione Fiscal Focus<\/strong><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>19 Febbraio 2015 Rilevante la soglia di 10.000 euro Premessa\u00a0\u2013 Per i nuovi contribuenti forfettari se nell\u2019anno precedente non \u00e8 stata superata la soglia di 10.000 euro, e fino a quando tale limite non viene superato in quello in corso, gli acquisti non si considerano intracomunitari. 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