{"id":932,"date":"2015-11-05T10:44:10","date_gmt":"2015-11-05T09:44:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=932"},"modified":"2015-11-05T10:44:39","modified_gmt":"2015-11-05T09:44:39","slug":"irap-quando-allingegnere-spetta-il-rimborso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiopiersensini.it\/?p=932","title":{"rendered":"IRAP. Quando all\u2019ingegnere spetta il rimborso"},"content":{"rendered":"<p><strong>Fiscal Focus &#8211; A cura di Antonio Gigliotti<\/strong><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Cassazione Tributaria, sentenza depositata il 4 novembre 2015<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Svolgere l\u2019attivit\u00e0 senza il controllo e il coordinamento di terzi non legittima, di per s\u00e9, l\u2019assoggettabilit\u00e0 all\u2019IRAP dei redditi professionali. \u00c8 quanto emerge dalla <strong>sentenza n. 22468\/15 della Corte di Cassazione \u2013 Sezione Tributaria.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Cassazione \u00e8 approdato il caso di un <strong>ingegnere<\/strong> che ha chiesto all\u2019Agenzia delle Entrate &#8211; ma senza fortuna &#8211; il rimborso di quanto versato a titolo di IRAP per gli anni dal 2000-2003.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il silenzio-rifiuto dell\u2019amministrazione \u00e8 divenuto oggetto d\u2019impugnazione davanti ai giudici tributari pugliesi, i quali si sono espressi per ben due volte a favore dell\u2019Agenzia. Di qui il ricorso di legittimit\u00e0 nel quale l\u2019ingegnere ha ribadito di aver svolto, negli anni considerati, la propria attivit\u00e0 privo dell\u2019ausilio di dipendenti e senza beni strumentali consistenti (come risultante dal quadro RE e dal registro dei beni ammortizzabili), <strong>quindi in assenza del presupposto impositivo<\/strong> consistente nella presenza di un\u2019autonoma organizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, la Suprema Corte ha disposto l\u2019annullamento del verdetto pro-fisco pronunciato dalla CTR della Puglia, avendo questo Giudice fatto discendere la sussistenza dell\u2019automa organizzazione dal mero svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 professionale in questione <em>\u201csenza il controllo e il coordinamento di terzi\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Commissione pugliese ha ravvisato il requisito dell&#8217;autonoma organizzazione in virt\u00f9 della capacit\u00e0 del ricorrente di <em>\u201cporre in essere scelte autonome di organizzazione di lavoro rispetto al mondo esterno\u201d<\/em>. Per la suprema Corte, per\u00f2, si tratta di una conclusione che non soddisfa il principio per cui l\u2019IRAP<em> \u201c<strong>coinvolge una capacit\u00e0 produttiva impersonale e aggiuntiva<\/strong> rispetto a quella propria del professionista e colpisce un reddito che contenga <strong>una parte aggiuntiva di profitto<\/strong>, derivante da una struttura organizzativa \u2018esterna\u2019, cio\u00e8 da un complesso di fattori che, <strong>per numero, importanza e valore economico<\/strong>, sono suscettibili di creare un <strong>valore aggiunto<\/strong> rispetto alla mera attivit\u00e0 intellettuale supportata dagli strumenti indispensabili e di corredo al know-how del professionista (dal lavoro di collaboratori e dipendenti, dal numero e grado di sofisticazione dei supporti tecnici e logistici, dalle prestazioni di terzi, da forme di finanziamento diretto e indiretto etc.), cosicch\u00e9 <strong>\u00e8 il surplus <\/strong>di attivit\u00e0 agevolata dalla struttura organizzativa che coadiuva ed integra il professionista a essere interessato all\u2019imposizione che colpisce l\u2019incremento potenziale, o quid pluris, realizzabile <strong>rispetto alla produttivit\u00e0 auto organizzata del solo lavoro personale<\/strong>\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, ad avviso dei giudici del Palazzaccio la CTR ha erroneamente rinvenutola sussistenza della autonoma organizzazione nella attivit\u00e0 svolta<em> \u201cin totale discrezionalit\u00e0, senza soggiacere a limitazioni, condizionamenti e controlli formalmente e legittimamente imposti da altri soggetti che ne deteriorino l&#8217;intrinseca natura\u201d, <\/em>ritenendo soggetto d&#8217;imposta il ricorrente,<em> \u201cin quanto non emergente dagli atti la presenza degli indicati limiti e condizionamenti, affermando altres\u00ec, senza alcun concreto riferimento agli atti del giudizio, \u2018che l&#8217;attivit\u00e0 di ingegnere viene esercitata dal ricorrente con apprezzabile ed autonoma struttura organizzativa\u2019\u201d. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora la CTR dovr\u00e0 riesaminare il caso tenendo bene a mente i rilievi della Suprema Corte.<\/p>\n<h6 style=\"text-align: justify;\">Autore:\u00a0<strong>redazione fiscal focus<\/strong><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fiscal Focus &#8211; A cura di Antonio Gigliotti Cassazione Tributaria, sentenza depositata il 4 novembre 2015 Svolgere l\u2019attivit\u00e0 senza il controllo e il coordinamento di terzi non legittima, di per s\u00e9, l\u2019assoggettabilit\u00e0 all\u2019IRAP dei redditi professionali. \u00c8 quanto emerge dalla sentenza n. 22468\/15 della Corte di Cassazione \u2013 Sezione Tributaria. 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